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Casale Pagliarozza, una storia lunga duemila anni.

Dalla villa di Aurelius Senecianus ai giorni nostri.

La Tenuta Pagliarozza, con lo storico Casale, si estende per circa dieci ettari nel cuore dei colli albani, sul territorio del comune di Ariccia, in una zona di altissimo valore archeologico e paesaggistico. Essa sorge su un antico insediamento etrusco e poi romano, come testimoniano i reperti presenti. Infatti il Casale della Pagliarozza è impostato al di sopra di una villa romana di età imperiale appartenuta ad un patrizio romano di nome Aurelius Senecianus, che fu il primo proprietario della Tenuta.

 

Al di sotto del casale è presente un’intricata serie di gallerie ipogee “catacombe”, interamente scavate a mano nella roccia, utilizzate, dall’ epoca romana sino ad oggi, come cantine in virtù della loro temperatura ed umidità ottimali e costanti.                        

La tenuta fu di proprietà dei Principi Chigi dal 1661; nel corso del Settecento passò ai baroni Capolei; poi il casale e l’attigua tenuta vennero acquistati nel 1930 dal commendator Carlo Ricciuti la cui famiglia ne è tuttora proprietaria.

 

Il parco della Pagliarozza di due ettari, che si pone fra i più belli e importanti dei Castelli Romani per estensione e varietà di specie arboree che vi crescono, è abbellito da laghetti e fontane e dalle colonne e capitelli rinvenuti di volta in volta nella villa romana di Senecianus. Vicino al Casale sorge, a modo di piccolo borgo, il complesso delle strutture agricole di servizio, con la cantina e gli edifici dagli ampi saloni, perfettamente ristrutturati per la degustazione dei prodotti della tenuta.

 

Della Tenuta fanno parte il vigneto di circa sei ettari e l’oliveto secolare di oltre un ettaro, che affondano le loro radici sulle rocce vulcaniche, da cui traggono caratteristiche particolari di mineralizzazione, che vanno ad arricchire i frutti che producono.

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